
Torino, 3 giugno 2017: 1500 vittime. Non è stata la Jihad, è stata la paura
La sera del 3 giugno 2017, a Torino, in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, fu installato in piazza San Carlo uno dei due maxischermi per permettere ai tifosi rimasti in città di seguire in diretta la partita che si disputava a Cardiff. Le indagini hanno appurato che durante lo svolgimento della partita, a seguito del comportamento di un gruppo di rapinatori che utilizzavano spray urticante per aprirsi la strada dopo aver razziato oggetti di valore tra il pubblico, si è scatenato il panico.
I presenti, presi dal terrore, hanno creato una calca per fuggire, che ha provocato più di 1500 feriti e la morte di due donne: la prima dopo dodici giorni di agonia, la seconda, rimasta inizialmente tetraplegica, dopo diciotto mesi.
A seguito della tragedia sono stati osservati numerosi aspetti critici che possono aver contribuito al suo verificarsi:
1) mancanza di coordinamento interforze di sicurezza presente in piazza;
2) mancanza di un punto di soccorso prestabilito in caso di emergenza;
3) presenza di venditori abusivi di bevande in bottiglie di vetro, i cui cocci hanno contribuito all'aumentare il numero dei feriti nella fuga
La vicenda ha suscitato forte shock nell'opinione pubblica, innanzitutto poiché, a causa delle iniziali notizie confuse su quanto stesse accadendo, all'inizio si temeva che si trattasse di un vero attentato terroristico. Successivamente, appurato che le dimensioni della vicenda sono state amplificate dal panico e dalla psicosi di massa, sono sorte riflessioni sul clima di paura collettiva causato dai recenti attentati di matrice islamista in Europa.
In seguito all'evento la Procura di Torino ha avviato due indagini per accertare le responsabilità di quanto avvenuto
Il 6 novembre 2017 vengono notificati venti avvisi di garanzia, tra cui al questore e al sindaco stesso, le indagini vertono sui reati di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. Il 22 giugno 2018, per la sindaca Chiara Appendino ed altri 14 indagati viene richiesto il rinvio a giudizio dalla procura di Torino
Nell'ambito di un secondo filone di indagini, volte a stabilire eventuali comportamenti dolosi, Il 13 aprile 2018 viene arrestato un gruppo di italiani di origine maghrebina ritenuto responsabile del panico scaturitosi in piazza. Il gruppo, già resosi responsabile di simili reati, avrebbe spruzzato spray urticante allo scopo di rapina. Uno degli arrestati ha confessato. Il 17 maggio 2019, il gruppo di ragazzi responsabile dello scatenarsi del panico a scopo di rapina viene condannato a 10 anni di carcere per ciascun componente della banda dal Tribunale di Torino per omicidio preterintenzionale.
Il 28 luglio 2017, a seguito della vicenda, il dicastero allora presieduto da Marco Minniti ha diffuso una direttiva riguardante "Modelli organizzativi per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche". Questa direttiva elenca una serie di linee guida riguardanti tipologie di rischi, capienza massima dell'area in cui si svolge la manifestazione, regolamentazione degli accessi, procedure di evacuazione, accessibilità per i mezzi di soccorso.
Riportiamo qui una preziosa Raccolta di disposizioni su riunioni, manifestazioni pubbliche, intrattenimento, pubblico spettacolo, ecc. con particolare riferimento a quelle emanate a seguito degli incidenti accaduti in Piazza San Carlo a Torino in occasione della proiezione della finale di Champions League, volte ad assicurare lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche in sicurezza per gli aspetti attinenti sia alla “security” sia alla “safety”, anche in relazione al pericolo derivante dalla minaccia terroristica. Il documento è tratto dal sito Antincendio Italia
Ecco che cos'è l'effetto gregge che provoca stragi di massa
https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/rassegna_stampa.pdf
Emiliano Cristiani (Iac-Cnr), L'effetto gregge esiste
Un'altra tragedia è avvenuta a Corinaldo, nelle Marche, l'8 dicembre 2018.
Qui, le vittime sono state causate, oltre che dallo schiacciamento della folla che cercava una via di uscita, come avvenuto a Torino, alla mancanza di misure di sicurezza e alla negligenza di chi ha permesso uno scenario come quello in cui si sono svolti i fatti. Da parte di chi doveva assicurare la regolarità di strutture, numero di accessi, personale di sicurezza eccetera, sarà la giustizia a punire i responsabili. Ma a chi frequenta queste strutture l'unica raccomandazione che resta possibile e quella di verificarne la sicurezza (vedere articolo in preparazione) e di rifiutare l'accesso in condizioni di sovraffollamento
Sei morti al concerto
Strage di Corinaldo, i numeri choc della Lanterna Azzurra: superata di almeno 5 volte la capienza massima
In entrambi i casi, come in molti altri simili, una riflessione corre al ruolo della paura e della reazione istintiva e irrazionale ad essa. Paura che in questi tempi ha assunto una posizione centrale nell'immaginario comune a tutti noi.
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